iride

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l' equipe al completo

Iride

Iride
la nascita

COLORI...

Tra mille gocce di rugiada

eterea speranza che si innalza

come nebbia

nelle mattine d' aprile,

incontro i tuoi occhi,

vedo luce senza fine...

Mi nascondo sotto la tua calda ala,

gioco che si fa vivo calore,

passione senza eguali....

La tua mano che mi accoglie,

come cucciolo smarrito,

Il mio racconto dei colori

della mia pallida vita

sono vita anche per te!

E tu sei dietro me,

sorreggi il mio passo,

illumini il cammino

come lampada, come specchio

in cui la mia immagine si riflette

e si illumina!

sabato 12 gennaio 2019

Scripta manent...

Il foglio bianco di un quaderno nuovo è il posto migliore dove voglio trovarmi quando ho bisogno di rilassarmi e ritrovare me stessa.
Spesso inizio tracciando qualche linea, qualche segno, che per me è come il primo sforzo che fa un bambino, quando, presa una paletta colorata, inizia a scavare una piccola buca sulla sabbia del mare, nella speranza di trovare l' acqua, un tesoro prezioso, una piccola conchiglia oppure tutto ciò che serve per costruire un castello oppure un vulcano.
Il sogno e la meraviglia di esplorare e scoprire cose, di cercare e trovare, di distruggere e costruire qualcosa, con la consapevolezza che presto un' onda di mare potrebbe cancellarla.
Scrivere è un non-luogo, un paese delle meraviglie dove iniziare a camminare.
Una fiaba, una poesia, un racconto o qualcosa di realmente avvenuto, un pensiero allegro o cupo, senza voce, parlano. Senza orecchi il mio foglio ascolta ed accoglie.
Scrivere per me è la meraviglia, il foglio e la penna i miei migliori amici. Scripta manent...
Maria Pascucci

giovedì 19 ottobre 2017

Domenica 1 Ottobre nel nostro nuovo spazio di via P. Cartoni, abbiamo lavoato sulle favole ed anche io mi sono cimentata nell'intento prendendo spunto da una immagine una tavolozza di colori eccovela la condido con voi:

 tavolozza di colori isolato su bianco Archivio Fotografico - 10164699

 IL PAESE DEI COLORI

 C'era una volta il paese dei colori. I colori andavano d'accordo e giravando il mondo, il giallo del sole, l'arancione delle carote, il verde del prato,l'azzurro del cielo il nero del catrame danzavano insieme. Si ritrovarono anche nel mare, nei fiori, lassù nel cielo, "che bello!" esclamarono "vivere insieme". Ma un giorno, nel paese del colore venne una strega, e volle togliere la gioia a quel paese, facendo diventare tutto in bianco  e nero.  Allora, cadde  una fuliggine dal cielo, che diventà grigio grigio e la fuliggine copri tutto il prato era nero,  ogni cosa era nascosta, come sotto una grande coperta.
I  colori si sentivano soffocati non potevano più esprimersi e questo li rattristò molto.
Una sera accadde allora,  che colori si incontrarono,  su una tavolozza e poterono quindi vedersi. "Che bello!" essere qui gridò il giallo e il verde "mi sento proprio bene!" E disse "Che possiamo fare affinché anche gli altri provino le stesse cose? Innanzitutto questa gioia?"
In quel mentre, arrivarono le amiche nuvole, allora i colori cominciarono a chiamarle, volevano essere visti da loro ed aiutati.
Gridarono:"amiche nuvole ascoltate abbiamo bisogno di voi!" i giorni passavano.  Ma loro non si accorgevano dei colori, che tristi continuavano a gridare e a giocare tra di loro sulla tavolozza.
Saltavano e si incontravano mischiandosi tra loro, il giallo col blu diventò verde. Il rosso col nero Diventò marrone. Il bianco con il rosso diventò Rosa e così via.
Si divertirono da matti, volevano che nel paese tornasse la gioia, perché erano tutti tristi nel grigio dei giorni che passavano.  Ma poi venne un giorno, un dolce vento che si alzò, era il maestrale, che comincio a soffiare a soffiare portando via la polvere. Le  nuvole si accorsero delle grida dei colori e cominciarono a piangere perché erano lontane. L'acqua calde via copiosa e portò via sia la polvere che la fuliggine. I colori  finalmente tornarono a splendere. La strega maligna fu catturata dall'acqua, che la porto al mare, la imprigionò  per sempre.  Finalmente nel paese del colore  tornò la gioia e colori insieme fecero un bell' Arco nel cielo, per essere visti da tutto il paese ed abbracciare il mondo e vissero tutti felici e contenti.
                                                         SCRITTA DA  : Rita Pascucci 

venerdì 28 luglio 2017

Continuando a camminare

"Io ero un cacciatore e sapevo leggere le insidie della montagna, ma quei posti abruzzesi... boh! Cercammo un  bivacco per nasconderci di giorno, dormire un po, cercare qualcosa da mangiare; vedemmo una stalla da lontano con un' anziana signora che stava coltivando la terra. Io mi feci coraggio e la raggiunsi, sembrava mia madre, vestita di nero, sudata. Mi vide da lontano insieme ai miei compagni di viaggio e ci accolse in casa.
Ci scaldò l' acqua per farci lavare, ci scodellò la zuppa di rape e farro che bolliva nel paiolo.
Era vedova. Ci fece cambiare , buttammo le divise da militari nel fuoco e ci fece vestire con gli abiti del marito, vecchi e rappezzati, ma puliti di bucato e profumati di casa. Mangiammo, dormimmo ed al tramonto lasciammo la casa con le bisacce piene di pane fresco, formaggio e vino.
Ci indicò la strada per arrivare presto alla Maiella, passando per sentieri conosciuti solo ai pastori ed ai partigiani. Ci disse dove rifugiarci se avessimo incontrato la neve....
La sua voce... la sento ancora, e prego per lei, ormai sono passati tantissimi anni... la rincontrerò in Paradiso", fissava la finestra oltre il vetro. "Come va' papà?" " Bene, stavo riflettendo sulla vita" "Ah, sei diventato filosofo..." "No. Sono diventato vecchio!"

Da "Pane e cipolla" scritto da Maria Pascucci

venerdì 9 giugno 2017

Mare...il ritorno

Come è bello stare qui di sera, seduta sulla riva del mare, che si sta calmando baciato dal sole che tramonta in silenzio. Il respiro delle onde entra in me, come una carezza tenera e decisa, va in sincrono col ritmo del mio cuore...
Nel silenzio della sera che scende piano, una nave è li,,,appare adagiata sull'orizzonte, sulla linea di confine tra mare e cielo. Ferma come un gigante che guarda da lontano i nostri piccoli corpi, abitanti di un mondo troppo rumoroso, perché possiamo apprendere la forza del silenzio della notte che arriva.
Si riposa come un gigante stanco, così, sospesa, tra la realtà della terra, coperta dal mare ed il cielo, solcato dai voli leggeri dei gabbiani e degli aquiloni dei bambini.In tanti passano offrendo un abbraccio di peluche.
La luce ed il caldo dolce della sera è quasi il bacio del sole che saluta stanco, alla fine di un' altra giornata.
Io al centro di questo quadro multicolore, che a quest' ora diventa un argenteo monocolore, assisto basita.
Da: "Esperienze e fenomeni" scritto da Maria Pascucci

martedì 31 gennaio 2017

C'era una volta un pezzo di legno....

Ero molto piccola e non amavo mangiare, facevo mille storie, non mi piaceva nulla, una disperazione per la mia mamma che trascorreva ore in cucina per preparare un pranzo che regolarmente rifiutavo di mangiare. Le settimane scorrevano tra estenuanti trattative e promesse di regali pur di vedere il mio piatto vuoto. Con lei andavamo spesso ai giardini a vedere i poni, osservavamo i formicai d' estate ed io immaginavo le  case delle formiche, mi sembrava quasi di vederne i visi, le armature, gli strumenti del mestiere. Osservavo le farfalle volare, ascoltavo gli uccellini cantare. Sprofondavo nei suoi abbracci e nel profumo di borotalco.
Poi arrivava il sabato, il mio papà non lavorava e il pranzo si trasformava in una magia, mangiavo di tutto senza fare storie...il suo segreto era nel racconto sempre nuovo della storia di Pinocchio, che si arricchiva di particolari inediti, di avventure nuove non scritte nella storia originale di Collodi.
La domanda  prima dell' inizio di questo viaggio nella fantasia, seduta sulle ginocchia di mio padre era: "...Allora, dove eravamo rimasti?". La mia fantasia e quella dfi papà si intrecciavano, Pinocchio ha visitato il Paese dei Campanelli, dove ha conosciuto l' anatra che aveva le piume che profumavano di mandadino, ha bevuto alla fontana Riccoco', da dove scorre il latte di mandorle zuccherato, ha dormito sotto il pesco all' "incontrario", dove le pesche si raccolgono alle radici, dove incontri tanti tipi strani.
Ne abbiamo fatta di strada insieme a Pinocchio sulle ali della fantasia, tanto da farne "la storia" della mia vita.
Se ripenso all' infanzia, non posso fare a meno di entrare in quel mondo pieno di zucchero filato, accanto al mio papà ed alla mia mamma. Nel frattempo sono arrivati mia sorella ed i miei fratelli e vuotare il piatto era segno di primato. Le cose cambiano ed anche noi cambiamo.
Maria Pascucci

lunedì 8 febbraio 2016

IL DIARIO DEI PENSIERI CUPI

Da quando ho iniziato il mio percorso “Infortunio-Malattia”, ho iniziato a tenere un doppio diario, uno in cui ho scritto i miei pensieri di gratitudine ed un altro,in cui scrivo regolarmente, perché ahimè sono di più, i “pensieri cupi”, cioè i pensieri  scuri, le cose che non vanno bene, che non mi fanno essere serena, quelle che girano e rigirano nella mia testa, scrivo le mie paure, le ansie che ho, proprio nello spirito che mi hanno insegnato Francesca e Leo “Accogli …. Osserva …. lascia andare”.
Accolgo il mio pensiero cupo, lo scrivo con benevolenza, poi lo osservo scritto sul foglio, lo leggo e lo rileggo…. E lo lascio andare, chiudendo il quaderno.E’ quasi terapeutico,  mi alzo dal mio tavolino con meno peso sul cuore, e con la mente libera, almeno in parte, per accogliere un altro pensiero, che spesso non è neppure cupo. Il mio DIARIO DEI PENSIERI CUPI sta diventando il mio migliore amico in questi giorni, la spalla “sana” su cui mi appoggio, per raccontare e accogliere quello che mi pesa.

domenica 17 gennaio 2016

MADRE GUERRIERA

I miei figli sono lontani, dentro i miei pensieri ed i miei desideri, una moltitudine di figli che hanno succhiato al seno del mio amore, che mi hanno dato in cambio solitudine … ho disposto sull’uscio della mia capanna l’ ascia di guerra, ora voglio riposare un po’, qualche ora, qualche giorno, lontano … voglio restare a guardare l’ aquila, che vola regina delle altitudini, che con grandi cerchi nel cielo, cerca correnti ascensionali per poi tornare in picchiata a colpire la sua preda, un dono immenso e prezioso per i suoi figli, che attendono nel nido. Mai io ho potuto  raccogliere un frutto della terra, per donalo a loro, i miei figli, restati nel limbo dei miei desideri, mai… Ma guerriera ho combattuto perché tutti i figli del mondo , potessero avere quel cibo, quell’ amore che sgorga abbondante dal seno della mia anima. L’ ho voluto con tutte le mie forze illuminando il mio sguardo, quando felice ho visto succiare al seno della mia anima, creature inermi, bisognose che si sono sfamate all’ abbondanza del mio amore. Ma ora la spada è distesa, l’ ascia è qui, che chiede riposo. Il mio braccio ancora forte vorrebbe riprendere la battaglia … Ma contro chi? Chi è il mio nemico? Sono qui sola, in compagnia dei miei avi, ascoltando potente e forte la voce del vento. Mi rialzo immersa nella natura, ascolto il grido dell’ aquila madre, vedo vicino a me il mio cavallo, il mio cane che latra al sole che nasce. Sono pronta, con la spada lucidata al mio fianco, l’ ascia salda nella mia mano ed una forza nuova che impone di riprendere il cammino!

“Questa composizione la ho scritta durante un workshop  di scrittura creativa nella mia preparazione al counselling artistico, dopo una meditazione  sugli archetipi  femminili ”